Testo di presentazione

Da ConfSLWiki.

Proposta di una legge legge regionale in favore del Software Libero e del pluralismo informatico

La crescente necessità di garanzia di pluralismo, soprattutto in ambito informatico, ha da qualche anno indotto diverse regioni italiane a proporre norme che regolamentano e favoriscono l'uso di software liberi nelle pubbliche amministrazioni, nella scuola e nella ricerca.

Tali norme servono a garantire che negli ambiti pubblici l'uso degli strumenti informatici non sia sottoposto a vincoli commerciali di società multinazionali che impongono i loro prodotti e quindi anche i loro standard per i documenti (le cui specifiche appartengono sempre alla società che fornisce il prodotto), costringendo così l'utenza a procurarsi (solitamente pagando) dei software adatti per poter accedere a documenti pubblici.

L'economicità del software libero è quindi uno degli aspetti che ha portato alla sua crescente adozione nel corso degli ultimi anni, tanto da meritare l'attenzione delle pubbliche amministrazioni che, per una serie di motivi legati soprattutto alla trasparenza all'interoperabilità ed alla riduzione dei costi per la gestione dell'attività amministrativa, sono particolarmente attratte da tali strumenti.

Ma l'economicità non basta, il Software Libero è caratterizzato principalmente dal fatto di avere le specifiche dei programmi e dei formati dei documenti “aperti”, ovvero liberamente disponibili a chiunque, ragion per cui è lo strumento adatto a garantire la massima trasparenza nella gestione dei documenti pubblici e non solo....

Infatti, grazie anche alla pubblica disponibilità dei codici sorgenti dei programmi, si presta benissimo anche per scopo didattico e di ricerca.

Molte regioni quindi, per favorirne l'uso prevedono il finanziamento e la promozione di progetti software rilasciati con licenze libere ed inoltre i software sviluppati per conto della stessa regione sono rilasciati con licenze di tipo libero.

Attualmente in Italia le regioni in cui è stata presentata o promulgata una proposta di legge regionale per il Software Libero sono: Sardegna, Campania, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Toscana.

Tali leggi regionali definiscono nei dettagli le condizioni d'uso del software libero, ovvero il suo utilizzo preferito rispetto a quello di software proprietario (di cui deve essere motivata la scelta degli eventuali casi d'uso), sono definiti i tempi entro i quali devono essere effettuate le migrazioni e, sulla base di altre norme di tipo finanziario, si descrivono gli eventuali importi dei fondi destinati a finanziare progetti che facciano uso di Software Libero.

Il Centro Studi sul Software Libero ha, tra gli altri suoi scopi, quello di promuovere l'adozione di una legge regionale in favore del Software Libero e del pluralismo informatico in Calabria e nelle altre regioni in cui ancora manca. Per questo si intende costituire un gruppo di lavoro che comprenda giuristi, informatici, economisti, docenti e associazioni che collabori alla stesura definitiva della legge e ne supporti la discussione nelle opportune sedi istituzionali.

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